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L’ Umbria è una regione ricca di città medievali che conservano tutto il loro antico splendore e il fascino delle antiche tradizioni, sia nei mestieri artigianali coltivati con cura che nelle specialità gastronomiche, olio e vino in particolare.
Le genti umbre sono conosciute per la loro grande gentilezza e senso di ospitalità, e la vacanza ideale è quella che permette di cogliere appieno questa particolare atmosfera immersi in ambienti familiari, confortevoli e a misura d’uomo.
Agriturismo in Umbria significa quindi ospitalità, gentilezza, accoglienza, ambiente familiare e confortevole.
L’agriturismo "Il Moraiolo" si inserisce perfettamente in questa tradizione e per la sua collocazione al centro dell’Umbria è il luogo ideale per raggiungere tutte le caratteristiche cittadine medievali circostanti in pochissimo tempo.
Infatti si trova a pochi chilometri da Foligno, Assisi, Spoleto, Spello, Bevagna, Montefalco, Gubbio, Todi. |
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QUESTI GIORNI IN VALLE UMBRA |
| Vedi il "Programma 2010 eventi Giostra della Quintana" |
FOLIGNO
Come attestano iscrizioni e tradizioni religiose, il territorio di Foligno fu abitato da popolazioni umbre. La penetrazione romana avvenne con la realizzazione della via Flaminia. L'etimologia del nome sarebbe da collegarsi ad un'origine sacrale, con riferimento all'esistenza dei culto della dea Fulginia.
Inclusa nel Ducato di Spoleto, Foligno subì le incursioni barbariche. Intorno alla tomba di S. Feliciano fu eretto un nucleo edilizio che fu dapprima il Castrum e poi la Civitas S. Feliciani. Nel XII sec. si venne costituendo il Comune. Dimostratasi ghibellina, dovette subire nel 1253 un duro assedio da parte di Perugia. Nel 1264 tornarono a prevalere i ghibellini capitanati da A. Anastasi. Dal 1305 al 1439 i Trinci instaurarono nella città il loro potere come vicari pontifici.
Rotta l'intesa col papato Eugenio IV fece assediare Foligno nel 1439 dal cardinale Giovanni Vitelleschi, ponendovi a capo un governatore pontificio. Dal 1798 al 1799 e dal 1809 al 1814, subì la dominazione francese.
Partecipò al movimento risorgimentale. Nell'ultimo conflitto venne sottoposta a bombardamenti e fu centro attivo nella lotta di liberazione.
LA CITTA' ROMANA - Ancora nella seconda metà del sec. XVI erano visibili nell'area sud-orientale di Foligno, vicino a Santa Maria in Campis, numerosi resti archeologici dell'antica Fulginia. L'antica Fulginia dovette essere abbandonata a seguito delle invasioni barbariche. Probabile che le popolazioni si rifugiassero sul Colle di San Valentino, ad est della città, dove esisteva un insediamento oggi scomparso.
Il nome del colle venne accompagnato per tutto il medioevo dall'appellativo di Civitavecchia, forse per distinguere la città vecchia dalla nuova sorta a ridosso del fiume Topino, sulla tomba del martire Feliciano.
I resti rinvenuti nella località dove si pensa sorgesse Fulginia, sono di edifici di età romana e di tombe di età romana e preromana: le domus in proprietà De Gregori, in Via Costantíni, in Via Liverani e presso il Ponte d'Antimo, un'insula presso la stazione ferroviaria, resti di un anfiteatro e di un acquedotto, i reperti rinvenuti attestano il maggiore sviluppo del centro di Fulginia per la prima età imperiale.
CITTA' MEDIOEVALE E MODERNA - La sua forma ovale ormai persa nella ragnatela della periferia, è percepibile dalle colline che la circondano scendendo da Montefalco o lungo la vallata del Menotre. Viali alberati conducono dai quattro punti cardinali alle porte unite dal tessuto ancora percepibile delle mura medievali.
Il fiume Topino lambisce le mura del versante nord, mentre un suo ramo interno, in cui sopravvive l'antico corso, attraversa la città in alcuni dei suoi angoli più caratteristici, dove un tempo erano attivi antichi opifici. A ridosso delle mura gli orti, al di là delle porte le piazze intorno a cui si affacciano i monumenti più ragguardevoli.
In piazza S. Domenico, superata Porta S. Maria (oggi Porta Todi) si trovano la chiesa di S. Maria Infraportas e quella di S. Domenico. In piazza S. Francesco, al di là della Porta Romana, la chiesa di S.Francesco e la più tarda chiesa del Gonfalone. Dalla porta dell'Abbadia (oggi Porta Ancona) si giunge a piazza Garibaldi con le chiese di S. Salvatore e S. Agostino.
Infine piazza S. Giacomo, sul versante nord, dove sorge l'omonima chiesa, appena superato il ponte sul fiume Topino. Dalle piazze si diramano le direttrici della città che confluiscono in piazza della Repubblica, tra ricchi palazzi. E' qui il nodo genetico della città sviluppatasi distendendo le sue singolari geometrie.
MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Gli appuntamenti più importanti della città di Foligno, accolti da un pubblico sempre più numeroso, sono :
Giostra della Quintana che ha due edizioni annuali, la Giostra della Sfida e quella della Rivincita (il terzo weekend di giugno ed il secondo weekend di settembre). Le Giostre sono anticipate da un Corteo Storico di oltre 600 figuranti. Da alcuni anni l'Ente Giostra propone anche il Carnevale barocco, ricostruzione storica delle prime sfide nel periodo originario (febbraio).
Festival Segni Barocchi che, dal 1981, propone musica, teatro, cinema, mostre alla ricerca dei 'segni' del barocco in ogni tempo e luogo (fine agosto - settembre).
Festival dei Primi d'Italia, evento gastronomico dedicato ai Primi Piatti. Grandi chef, produttori, esperti, critici riuniti per celebrare la regina della tavola italiana: la pasta.
Festa a Palazzo che intende celebrare il patrimonio di oltre 120 dimore storiche di Foligno che mantengono inalterate le architetture originali, la maggior parte impreziosite da pregevoli cicli pittorici. favorendo l'incontro con le varie espressioni artistiche: la musica, la letteratura, l'architettura, ecc. (gennaio-aprile).
Humourfest, che si tiene ogni due anni (negli anni pari), la rassegna internazionale dell'umorismo grafico che coinvolge numerosi artisti da tutto il mondo.
Carnevale dei Ragazzi a S.Eraclio
La Beata Angela e le Celebrazioni Dantesche
Mostra mercato del Libro antico |
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ASSISI
GENNAIO
"Gennaio Angelano" (manifestazioni artistiche, culturali e sportive) si celebra la festa di S. Antonio Abate, (domenica successiva al 17 gennaio) patrono della cittadina con la processione cui segue la benedizione degli animali, la distribuzione ai fedeli del pane benedetto e l'offerta ai poveri del "Piatto di S. Antonio".
Ultima Domenica del mese : Gennaiola - Gara Podistica
MARZO - APRILE
Esecuzione di concerti vocali, corali e strumentali, di spettacoli folcloristici e di rappresentazioni teatrali.
MAGGIO
Calendimaggio: (dal primo giovedì dopo il 1° Maggio per 3 giorni). Rievocazione di vita medievale e rinascimentale con cortei, rappresentazioni teatrali, esecuzioni vocali e strumentali, danze, esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori
Festa dell'Ascensione - Solenni liturgie nelle Basiliche e nelle Chiese più importanti. Festa popolare con giochi vari sul Monte Subasio.
GIUGNO
Corpus Domini - Grandiosa processione, sulle strade dove ha luogo la processione e davanti alla Basilica, si allestiscono i caratteristici tappeti floreali ("Infiorate").
22 Giugno: Festa del Voto - Solenni manifestazioni civili e religiose per ricordare la liberazione della città di Assisi dai saraceni a seguito di un intervento miracoloso di Santa Chiara.
Ultima Domenica di Giugno e prima settimana di Luglio: Stadio "G. Migaghelli", Sagra del Ponte Rosso.
AGOSTO
Estate Angelana - Teatrodialettale, Musica, Danze, Folklore, cinema all'aperto
1-2 Agosto: Festa del Perdono: si celebra alla Porziuncola con particolare solennità fin dal 1216, anno in cui fu istituita per volere di Onorio III l'omonima indulgenza.
11 Agosto: Festa di S. Chiara patrona della televisione.
12 Agosto: Festa di S. Rufino patrono della città di Assisi.
14 Agosto: Piazzale antistante la Basilica di S. Maria degli Angeli - processione al lume di candele - Focaraccio della Madonna.
SETTEMBRE
Prima domenica di Settembre:Cavalcata di Satriano - Rievocazione dell'ultimo ritorno di S.Francesco ad Assisi.
OTTOBRE
3-4 Ottobre: Celebrazioni nazionali in onore di S. Francesco Patrono d'Italia –
NOVEMBRE - DICEMBRE
8 Dicembre:Solenni celebrazioni liturgiche - in onore della Immacolata Concezione, protettrice dell'ordine francescano. La sera della vigilia, grande "focaraccio".
24 Dicembre - 6 Gennaio: Natale in Assisi. Solenni liturgie nelle basiliche, nelle chiese e nei santuari, commentate dalle rispettive Cappelle Musicali. Particolarmente suggestivi sono i riti che si celebrano nei santuari francescani. Nel ricordo di S. Francesco "inventore" del presepio, pressoché in tutte le chiese vengono allestiti tradizionalmente presepi di rara poesia. Oltre a questi sono da segnalare i presepi allestiti dalla popolazione all'aperto, in angoli di vie e piazze o comunque in luoghi ben visibili ai passanti. Presepi viventi nei "castelli" medievali di Armenzano, Petrignano e S. Gregorio |
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SPOLETO
Spoleto è
Arte, Cultura, Natura passato e presente di un territorio.
Spoleto, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell´Umbria.
Spoleto seduce e affascina per la sua storia millenaria. Consapevole del suo passato, ne conserva le testimonianze migliori nei suoi musei e attraverso i suoi monumenti.
Ma oggi la città cantata da San Francesco, raccontata da Goethe e Michelangelo, esaltata dal prestigio delle sue istituzioni culturali, per l'internazionalità del suo nome, divide la sua anima tra passato e presente guardando anche al futuro.
La Valle Umbra, o Spoletana, offre un territorio ricco e vario di sedimentazioni archeologiche, storiche e artistiche. Nelle cittadine di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria, oltre ai pittoreschi castelli ed agli splendidi monumenti, si può avvertire ancora l'integrità del rapporto con il paesaggio circostante. Una vera e propria simbiosi tra centri abitati e natura.
Tra i motivi che portano il visitatore a scegliere Spoleto e il suo territorio c'è la sua tradizione di ospitalità che si articola in una offerta qualificata a cui si affianca un'esperienza vasta e multiforme e la professionalità degli operatori con una naturale vocazione all'ospitalità, garanzie per un'accoglienza di qualità. |
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SPELLO
Una splendida colonia romana, ove diventa un piacere percorrere i vicoli in salita per scoprire le piccole botteghe, passare sotto gli archi che richiamano i fasti della storia, soffermarsi nelle piazzette, a volte delimitate solo dallo scenario di un panorama.
Sono le vie di fratel Carlo Carretto, ove l’aria di pace e di spiritualità si fonde con la densità dei colori, che strisciano sulle tele dei pittori locali, rendendo spello città di ispirazione e di meditazione.
Quell’ inimitabile profumo di ginestre, di finocchio e di margherite che si sprigiona dai tappeti floreali in occasione del corpus domini di giugno e la veglia notturna diventa una festa per gli spellani e per i migliaia di turisti nell’attesa che il sole della mattina sveli i disegni degli infioratori.
E che bello nelle sere d’estate “incontrarsi per le strade” tra i vari spettacoli musicali e teatrali del centro, quando i balconi, le finestre e i vicoli sbocciano di fiori variopinti.
E fuori dalle mura scoprire che la bellezza della città ci segue anche tra gli ulivi e le distese di grano ove il turista potrà trovare dimora negli agrituismi; il tutto condito da un filo d’olio extra-vergine d’oliva e un buon bicchiere di vino rosso.
E’ a spello che il Pinturicchio ha lasciato una traccia indelebile che renderà la città un’ ambita meta turistica nel 2008.
Uno spettacolo che appaga lo sguardo e l’ anima.
Spello è nota per le sue INFIORATE DEL CORPUS DOMINI, stupende creazioni floreali eseguite da veri artisti che le preparano per settimane, usando soltanto elementi vegetali e fioreali. Quei variopinti "tappeti" ornamentali si diramano lungo tutte le vie e le piazzette, emanando il loro profumo e i loro colori per la gioia dei numerosissimi visitatori e per dar modo loro di conoscere ancor meglio la città. Si confezionano 1500 metri circa di tappeti fatti di fiori ispirati a motivi religiosi.
Sono tanti quadri inseriti in una cornice, Spello, degna di tanta arte. L'origine delle infiorate artistiche spellane, risale agli anni Trenta, grazie all'iniziativa di una donna che, intorno al 1930, compose una semplice figurazione con ginestre e finocchi, ricavando il plauso di molti cittadini. Forte di questo piccolo successo, l'anno seguente la donna cercò di fare ancor meglio e sul suo esempio anche altre famiglie vollero emulare la fantasiosa cittadina.
Man mano prese piede a Spello la composizione artistica del tappeto fiorito. I premi per i vincitori erano inizialmente modesti, poi, a seguito della partecipazione dei primi sponsor, si allargarono alla sezione per ragazzi, per il miglior contenuto religioso, ecc.
Primavera a Spello
VIA CRUCIS D'AUTORE -
SPELLO, Città Riaperta -
FESTA DI S. FELICE -
MONTE SUBASIO ASCENSIONE -
SPELLO ANTIQUA -
EXOLEA, SPELLO TerritOLIO EXTRAVERGINE -
PERCORSI DAL FIGURATIVO ALL'ASTRATTO ALL'INFORMALE
Via Crucis d'Autore
Un itinerario religioso da percorrere per rievocare la sofferenza del Cristo e per scoprire tra le piazzette e le vie del Centro storico l'arte dei pittori. Le tele che raffigurano le stazioni della Via Crucis, rimarranno esposte fino al 15 aprile trasformando Spello in una grande galleria d'arte all'aperto.
Incontri per le strade
Festa dell'Olivo e Sagra della Bruschetta
Nasce nel 1963 da un'idea della Pro Loco di Spello, ed ha subito grande successo sia per la forte partecipazione popolare che per l'adesione del Comune di Spello e delle Istituzioni pubbliche. Molte le finalità a tutt'oggi valide come quella di valorizzare l'olivicoltura in tutte le sue fasi: tecniche di coltivazione, potatura e raccolta; frangitura delle olive e conservazione dell'olio extra vergine di oliva.
Far conoscere la particolare fisionomia paesaggistica del territorio spellano, dominata dai terrazzamenti collinari ricoperti dalle argentee chiome degli oliveti, è un'intuizione antesignana di quella che oggi viene definita la filiera dell'ambiente cultura turismo.
In questa occasione i tre terzieri, Porta Chiusa, Mezota e Pusterula aprono le taverne per cucinare bruschette e cibi con olio novello.
L'aspetto folcloristico e tradizionale è caratterizzato dalla festa della Benfinita con la sfilata delle Frasche, cioè dei carri agricoli che dalle campagne si arrampicano dentro il centro storico sui quali viene ricostruito un albero di olivo arricchito di salumi, formaggi e frutta quale premio di fine raccolta al Caposcala. Sempre sul carro, durante la sfilata, gli anziani suonano l'organetto e giovani ballano il saltarello.
I carri con la tradizionale frasca vengono allestiti dai terzieri, dalle Associazioni del volontariato da privati cittadini. Anche la scuola partecipa da sempre alla sfilata dei carri.
Alla fine della sfilata vengono assegnati premi alle prime tre Frasche classificate. |
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BEVAGNA
Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall'età del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri nel territorio bevanate.
Municipio romano (90 a. C.), ascritto alla tribù Aemilia, è al centro della grande viabilità impostata dai romani con la via Flaminia (220 a. C) che, insieme ai trasporti fluviali, facilita gli scambi commerciali determinando la floridezza di Mevania che dura fino al III secolo d. C., quando acquista maggiore importanza il tratto della Flaminia passante per Terni e Spoleto.
La diffusione del Cristianesimo è causa di numerosi martiri tra cui San Vincenzo, primo vescovo e patrono del paese.
Bevagna fece quindi parte del Ducato di Spoleto e, successivamente (774), dello Stato della Chiesa, anche se continua a dipendere dall'Impero.
Dopo il Mille è costituita in libero Comune retto da Consoli, vive vicende alterne nella soggezione alla Chiesa e all'Impero ma resta sostanzialmente fedele alla prima fino all'avvento dell'Unità d'Italia.
Un ruolo importante per la storia della città e del suo ambito territoriale, è rappresentato, come per gli altri comuni della Valle Umbra, dagli sforzi e dalle lotte per la bonifica delle aree paludose e per la regolamentazione dei numerosi corsi d’acqua. Avviata nel 1456, la bonifica della pianura bevanate raggiunge concreti risultati nella seconda metà del ‘500.
E’ con il ‘700 e, soprattutto nel corso dell’800, che il sistema idraulico di questa area si avvia ad un assetto definitivo.
La città offre numerose manifestazioni la cui origine si perde nel tempo, come la "Processione del Cristo morto" nel Venerdì Santo, tra le più antiche rievocazioni religiose realizzate in Umbria, da sempre affidata alla Compagnia della Misericordia.
Una suggestiva processione notturna si snoda per le vie del paese riproponendo i personaggi e i simboli della Passione di Cristo.
La mattina di Pasqua la chiesa di S. Michele si popola di fedeli che vengono ad assistere alla "Corsa del Cristo Risorto", vissuta con intensa carica emotiva legata alla religiosità popolare.
Tra le manifestazioni religiose ricordiamo anche la festa presso i santuari:
Madonna della Valle (1 maggio) e
Madonna delle Grazie (8 settembre)
in occasione delle quali i fedeli si riuniscono per venerare la Vergine e godere della salubrità del luogo.
In onore del Beato Giacomo Bianconi viene organizzato l'Agosto bevanate che comprende una serie di iniziative di carattere religioso e culturale.
Nella notte della festa di San Nicolò (6 Dicembre) i bambini di Bevagna, a differenza delle consuetudini regionali, ricevono i regali accompagnati da dolci tipici quali "i panicocoli" e "le pastarelle di San Nicolò".
Durante l'estate si ricordano nei castelli circostanti le seguenti feste paesane:
Limigiano: sagra della torta al prosciutto nella prima quindicina di luglio;
Torre del Colle: ferie in allegria seconda decade di agosto;
Cantalupo: sagra della lumaca fine agosto.
Il Mercato delle Gaite, patrocinato dall'Ente omonimo, si svolge, invece, nella ultima decade del mese di giugno.
Uno spettacolare tuffo nel passato in un ambiente completamente medievale, autentico, come lo è la veste architettonica della cittadina protagonista dell’evento, o ricostruito, come lo sono le botteghe artigianali, i mercati , i costumi e le gare,
La festa trae ispirazione dalla originaria divisione del paese in quattro "Guaite" o quartieri.
Il loro nome deriva dalle antiche chiese: San Giovanni, l'attuale S. Michele Arcangelo, S. Maria Filiorum Comitis, San Pietro, di cui si hanno notizie fino al XV secolo e San Giorgio, ora SS. Domenico e Giacomo.
Il paese, totalmente coinvolto, recupera le sue tradizioni, le sue radici con una fedeltà storica che rende pregevole la ricostruzione degli ambienti, delle vie, di momenti della vita quotidiana, delle attività economico artigianali quali la lavorazione delle corde, del ferro battuto e dei vimini.
La città per una settimana si anima di personaggi in costume, botteghe che ripropongono vecchi mestieri, rivitalizzando antiche vie e vicoli, che durante l'anno rimangono ai margini della vita paesana.
La tradizionale animosità bevanate si riaccende nelle gare che vedono opposte le quattro gaite, in contese e giochi che costituiscono veri momenti di festa e di aggregazione.
Di notevole qualità e genuinità è la gastronomia, arricchita da ricette medievali, offerta durante la settimana nelle taverne.
La festa è qualificata da significativi momenti culturali. |
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GUBBIO
Tracce di insediamenti preistorici nel territorio eugubino sono documentate fin dal Paleolitico medio. Recenti campagne archeologiche hanno portato all’individuazione di siti dell’Età del Bronzo, molto prossimi alla città.
Gubbio fu centro importante degli umbri, come testimoniano le Tavole Eugubine (III-I sec. a.C.), il più notevole cimelio epigrafico dell’Italia preromana. Si tratta di sette tavole in bronzo che contengono prescrizioni rituali per particolari cerimonie e danno anche indicazioni sull’ordinamento della città-stato iguvina.
Gubbio strinse alleanza con Roma fin dal III sec. a.C. Municipio ascritto alla tribù Crustumina, la città divenne fiorente nei primi tempi dell’Impero, come testimoniano ancor oggi numerosi resti archeologici (tra cui quelli del Teatro). Alla caduta dell’Impero romano Iguvium fu distrutta durante la guerra gotica. In seguito fece parte (con alterne fortune) del dominio bizantino, dal quale si sottrasse nell’XI sec. Gubbio passò dalla preminente autorità del vescovo a un proprio autogoverno comunale. Sia il Barbarossa (1163) che Enrico VI (1191) riconobbero ai consoli eugubini un’ampia giurisdizione e privilegi che determinarono aspri contrasti con la vicina Perugia. Nel 1217 Eugubium venne sconfitta dai perugini e dovette rinunciare alle sue ambizioni di espansione.
Col 1262 ebbe inizio la preponderanza guelfa che determinò un lungo periodo di pace e di prosperità, se si eccettua il tentativo dei ghibellini di impadronirsi nel 1300 della città. Gubbio raggiunse un elevato numero di abitanti, si svilupparono le arti (specie quella della lana), vennero edificate le nuove mura e gli imponenti palazzi comunali.
Lo sviluppo si arrestò nel 1350, quando Giovanni Gabrielli divenne signore della città. Nel 1354 il cardinale Albornoz sconfisse il tiranno e Gubbio fu sottoposta (con relativa autonomia) al dominio della Chiesa. A tale stato di fatto la città si ribellò nel 1376; poco dopo il vescovo Gabriele Gabrielli si impadronì del potere. Seguì un periodo di lotte intestine che determinò di fatto la sottomissione di Gubbio ai Montefeltro (1384).
La dominazione dei conti e dei duchi di Urbino (Montefeltro fino al 1508, Della Rovere fino al 1631) diede luogo a un periodo di relativa floridezza civile e artistica, soprattutto sotto la signoria di Guidantonio e di Federico di Montefeltro. Con Federico si iniziò la costruzione in forme rinascimentali del Palazzo Ducale. Gli eugubini restarono fedeli ai signori di Urbino anche durante le brevi dominazioni del Valentino (1502) e di Lorenzo dei Medici (1516-1519).
Il periodo in cui Gubbio appartenne direttamente allo Stato della Chiesa fu caratterizzato da una progressiva decadenza economica e politica. Con Napoleone la città venne unita alla Repubblica Cisalpina (1798), a quella Romana (1798-1799) e poi, dal 1808 al 1814, al Regno Italico. Nel 1860, poco dopo l’annessione al Regno d’Italia, Gubbio fu aggregata all’Umbria.
Eventi e manifestazioni
Presepe a dimensione naturale nel Parco della Vittorina (dicembre – inizio gennaio)
Discesa dei Ceri (prima domenica di maggio)
Corsa dei Ceri (15 maggio)
Si svolge ogni anno alla vigilia della festa del patrono S. Ubaldo. I Ceri sono tre alti e pesanti manufatti lignei sormontati rispettivamente dalle statue di S. Ubaldo (protettore dei Muratori), di S. Giorgio (protettore dei Merciai) e di S. Antonio Abate (protettore degli Asinari e dei Contadini). Essi vengono fissati su barelle con le quali i ceraioli li portano a spalla e di corsa per le vie della città fino alla basilica di S. Ubaldo, in vetta al monte Ingino. Un suggestivo cerimoniale precede la corsa. In Piazza Grande, a mezzogiorno, ha luogo la spettacolare ‘alzata’ dei Ceri; subito dopo essi compiono tre vertiginosi giri della piazza e poi si dividono per effettuare la ‘mostra’ per le vie della città. Vengono poi deposti in via Savelli, dove rimangono fino al momento della corsa. Dal Duomo esce, nel pomeriggio, la processione con la statua di S. Ubaldo, che arriva fino in cima a via Dante, ove il Vescovo benedice i Ceri, i quali iniziano così la loro frenetica corsa. Dopo aver percorso le principali vie della città, essi tornano in Piazza Grande e compiono altre tre ‘birate’, portandosi quindi alla Porta dell’Angelo ove inizia l’ascesa al monte Ingino. I Ceri vengono deposti nella basilica di S. Ubaldo, mentre le statuette dei tre Santi sono riportate in Città tra canti e fiaccolate. La festa è forse riconducibile ad antichi riti pagani ma solo il suo carattere cristiano e celebrativo in onore di sant’Ubaldo è storicamente provato per via documentaria.
Corsa dei Ceri mezzani (penultima domenica di maggio)
Palio della Balestra (ultima domenica di maggio)
E’ una tradizionale competizione con l’antica balestra da postazione. I balestrieri eugubini e quelli di Sansepolcro, vestiti con caratteristici costumi d’epoca, si danno appuntamento ogni anno nell’eccezionale scenario di Piazza Grande. La competizione consiste nel centrare un bersaglio posto a 36 metri di distanza. Il balestriere che riesce a colpire la parte centrale del bersaglio riceve come premio un pregevole stendardo (il Palio). Durante la manifestazione si assiste all’esibizione virtuosistica e spettacolare degli Sbandieratori. Al termine della gara vera e propria, un corteo storico con tutti i partecipanti si snoda per le vie della città. Il Palio della Balestra viene ripetuto la prima domenica di settembre a Sansepolcro.
Corsa dei Ceri piccoli (2 giugno)
Stagione di Spettacoli Classici al Teatro Romano (luglio-agosto)
Gara automobilistica Trofeo “Luigi Fagioli” (agosto)
Torneo dei Quartieri (14 agosto)
Gubbio no borders summer festival (agosto)
Gubbio Festival (settembre)
Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti agroalimentari (fine ottobre – inizio novembre)
Processione del Cristo Morto (Venerdì Santo)
Organizzata dalla Confraternita di S. Croce della Foce. E’ una rappresentazione simbolica della Passione di Cristo che si ripete da secoli secondo una tradizione che non ha mai conosciuto soste .Il corteo è aperto da confratelli vestiti di sacco che suonano le ‘battistrangole’ (strumenti che provocano un suono di ferraglia) ed altri che portano gli oggetti della Passione e il teschio simboleggiante il Golgota. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le statue del Cristo e della Madonna intonano le loro note i cantori del Miserere, che si tramandano il canto per tradizione orale. La processione percorre le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla chiesa di S. Croce. Durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.
Albero di Natale più grande del mondo
‘Disegnato’ sulle pendici del monte Ingino con 800 sorgenti luminose e 20 km di cavi elettrici. Rimane acceso dal 7 dicembre al 10 gennaio. |
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TODI
“...per primo fondò la città di Todi il fratello del re di Chiusi...Fuggendo quello da queste parti alla ricerca di proprie mura, credette opportuno costruirle su un colle che si chiamava Collemezzo. Ma apparve qualche cosa di meraviglioso che fu ritenuto un augurio. Comparve infatti un'aquila che teneva sotto le ali due aquilotti di colore diverso e differenti dalla madre che sorreggeva con gli artigli una piccola tela, che distese su una montagna, e lì ritennero che andavano fatte le prime fondamenta delle mura …”.
Così Quirino Colono narrava nella sua Historia Tudertina le leggendarie origini della città ed a questa bella leggenda si ispirarono i todini dalla metà del ‘200 per creare le insegne del libero comune medievale rappresentate appunto da un’aquila che tiene negli artigli un drappo e nelle ali spiegate due aquilotti che alludevano ad Amelia e Terni fortemente legate da patti federativi alla città dominante sottoscritti rispettivamente ne 1208 e nel 1217.
Furono gli antichi umbri, una popolazione che occupava la parte dell'Italia centrale situata ad est del Tevere a creare tra l’VIII ed il VII secolo a C. un primo insediamento che chiamarono TUTERE, cioè città di confine fra il territorio etrusco collocato sul lato destro del sacro fiume e quello umbro, come conferma Plinio nella Naturalis historia .
"Presentazione in Movimento"
Todi Arte Festival 2008
"Presentazione in Movimento" di Todi Arte Festival 2008 (in programma dal 7 al 14 Settembre). Una "processione laica" per le vie della città animata da mimi, giocolieri e artisti di talento, con il giornalista, di origine umbra, Lamberto Sposini nella veste di conduttore. Un festival che tiene conto della storia e delle tradizioni del territorio per essere unico ed inimitabile nell’ampio panorama internazionale. Ecco allora la valorizzazione dei luoghi e degli artisti umbri o di coloro che hanno scelto il "cuore verde d’Italia" come "buen retiro". La "processione", che toccherà gli spazi più suggestivi di Todi, avrà un prologo e una conclusione musicale a cura della Fanfara della Polizia di Stato. |
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NOCERA UMBRA
Il Comune di Nocera Umbra offre grandi paesaggi incontaminati, un’arte affascinante, piccoli borghi e capolavori di architettura, storia, cultura, appuntamenti ed eventi, cibi gustosi frutto della sua terra, un clima gradevole in tutte le stagioni dell’anno. Conosciuta da sempre come “Città delle Acque”, Nocera Umbra è stata la terra dove anche San Francesco, stanco e malato, si è voluto rifugiare per alleviare le sue sofferenze con le acque curative delle sue sorgenti, la tranquillità del luogo ed il clima salubre, prima dell’ultimo viaggio verso la natia terra d’Assisi. Percorrendo la Strada Francescana si può percepire la forte spiritualità dei luoghi, attraversati nel corso del tempo, da Santi e viandanti, nonché farsi contagiare dalla loro tranquillità e dai loro profondi silenzi. Nocera Umbra propone un nuovo tipo di vacanza, di immersione in una realtà dove si può gustare aria ed acqua salubre, quiete, verde, prodotti genuini e tipici, una vita all’ aperto a contatto con abitudini rurali e tradizioni, una scelta di impiego del tempo libero del tutto imprevedibile, dai valori culturali alti e profondi. Il nostro è un caldo invito a passare giorni riposanti e stimolanti all’insegna della proverbiale ospitalità umbra. Perché Nocera Umbra è davvero una terra da vivere. . . “Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda” Italo Calvino, “Le città invisibili”
prima settimana di agosto
Il Palio dei Quartieri - Rievocazione storica del XV e XIX secolo |
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LINK UTILI:
http://www.grandieventi.regioneumbria.eu/
http://www.comune.bevagna.pg.it/canale.asp?id=53
http://www.comune.assisi.pg.it/
http://www.comune.spello.pg.it/canale.asp?id=6
http://www.visitspoleto.it/
http://www.comune.foligno.pg.it/canale.asp?id=392
http://www.comune.noceraumbra.pg.it/
http://www.comune.gubbio.pg.it/citta/cennistorici.asp?lang=it
http://www.comune.todi.pg.it |
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Per informazioni e prenotazioni contattare Alessandra Carbonetti:
TEL (+39) 0742 23282 / 3333103659 -
email: info@moraiolo.it |
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